VIAGGIO-STUDIO
IN CANADA
CON IL COLLEGIO IPASVI DI ROMA
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MAGGIO-07 GIUGNO 2004
Un viaggio “maaaraviglioso”, parafrasando
l’idioma italiano di Marcel, la nostra guida olandese, che ci ha accompagnato
per gran parte di questo tour che infermieristicamente e paesaggisticamente
parlando è stato eccezionale!!!!!!!!!!!!
Anche questa volta abbiamo portato a
casa tanti ricordi: la natura meravigliosa, l’enorme superficie geografica (il
Canada è secondo per estensione solo alla Russia, alcuni suoi punti si trovano
alla stessa latitudine dell’Italia centrale mentre altri distano solo 800 Km
dal polo nord), il benessere sociale e la qualità della vita di cui godono i
suoi 30 milioni di abitanti ma, soprattutto, il ricordo di un paese avanzato
per la sanità, il servizio sanitario è sostenuto dalla contribuzione pubblica e
alcuni ospedali si avvalgono per il 20% anche di donazioni e lotterie; un paese
evoluto anche per l’infermieristica, dove le facoltà di nursing esistono ormai
da decenni e si respira un’aria di profondo rispetto per la nostra nobile
professione.
Il
nostro viaggio ci ha portato a toccare Toronto, nella Provincia dell’Ontario,
la capitale finanziaria, commerciale e culturale del paese (non quella
amministrativa che è Ottawa), la quarta città nord americana per estensione e
Vancouver, nella provincia della British Columbia, la metropoli più occidentale
del Canada, adagiata tra il mare e le montagne, collocata in posizione
climaticamente felicissima lungo le coste del Pacifico.
Il nostro itinerario scientifico è
cominciato nel migliore dei modi nell’Università di Toronto, dove la splendida
preside della facoltà di nursing, Dyanne Affonso, insieme alle sue colleghe
Diane Doran ed Edith Hillan, ci ha accolto in modo calorosissimo, nel club
dell’Università, tenendo delle relazioni molto interessanti sui contenuti
teorico pratici della formazione infermieristica che “educa dei grandi professionisti con un grande cuore”, parafrasando
una frase di Dyanne Affonso.

Foto
1: Ingresso della facoltà di nursing all’università di Toronto
Di norma, in tutte le università canadesi, il
baccalaureato in nursing (in altre parole la nostra Laurea in Infermieristica)
si ottiene con 3-4 anni di studio, un percorso che presenta, però, un drop out
elevato; tra i motivi dell’abbandono, si è evidenziata la possibilità di
trovare facilmente lavoro, in settori alternativi, meno coinvolgenti dal punto
di vista emotivo.
Il metodo che l’Università di Toronto ha messo in
atto, per tentare di risolvere il drop out, consiste in un’abbreviazione di
corso (circa due anni), per studenti universitari che abbiano già una laurea o
abbiano fatto almeno due anni di formazione in altri corsi di laurea affini
(Medicina, Odontoiatria, Fisioterapia, Sociologia, etc.), oppure che abbiano
già il titolo di Registered Nurses ma che vogliono intraprendere percorsi di
carriera; tale abbreviazione è pensata anche per quegli studenti che hanno un
basso livello di outcome occupazionale nel loro primo campo d’interesse,
infatti, anche per questo, sta avendo un’attenzione crescente, con un drop out
al di sotto del 5%.
Il programma iniziato con circa 30
studenti nel 1997, nel 2001 ha accolto, più o meno, 60 studenti, nel 2003
intorno ai 130, ed ora, nel 2004, 158; una scelta dell’Università di Toronto,
quindi, che permette di recuperare
laureati sottoccupati nel mercato del lavoro. Questa scelta, ha il vantaggio di
includere nella categoria infermieristica, persone che hanno una cultura di
base elevata, sulla quale innestare i saperi infermieristici; ciò va a tutto
vantaggio sia della performance degli infermieri, sia del successo delle
strutture sanitarie, che in Canada offrono un servizio pubblico, nonché della
considerazione sociale che in questo paese è attribuita alla professione.
Altri corsi offerti, sono i master
in: nursing
administration, nursing clinico con conseguenti
specializzazioni in nursing di comunità, psichiatria, salute delle donne e
assistenza alle cronicità degli anziani (geriatria) e in nursing practitioner.
Il nurse
practitioner, è un infermiere esperto che acquisisce una formazione
specifica, ha competenza nel promuovere stili di vita sani, quindi, nella
prevenzione delle malattie ma anche nell’assistenza degli esiti cronici delle
patologie. Lavora con tutti gli operatori sanitari in team per promuovere la
salute dell’individuo, sia in ospedale sia nel territorio. La vastità del
territorio canadese e la distribuzione della popolazione, collocata a distanze
notevoli dai centri urbani, così come la recente carenza del personale medico,
ha reso l’istituzione di questa figura indispensabile e ora il suo ruolo funge
da “collante” non solo nell’assistenza a domicilio ma anche negli ospedali,
dove ha la funzione di care manager e di leader nei confronti di altri
infermieri non specializzati e del personale di supporto. Come nei paesi
europei, anche il Canada soffre della carenza infermieristica, ed i motivi non
sono certo economici. Tra le sue funzioni, il nurse practitioner, specialmente
nelle realtà rurali e montane, prescrive alcuni test diagnostici e
farmaci, secondo protocolli prestabiliti. Nei
casi in cui i medici non sono concordi sulle prescrizioni farmacologiche
effettuate dal nurse practitioner, la decisione del medico prevale, in quanto
ricade su di lui la responsabilità finale della scelta terapeutica. È da
sottolineare che ciò non pone l’infermiere in condizioni di subalternità
poiché, a detta della stesse infermiere, prevale lo spirito del lavoro di
èquipe.
Nell’Ontario, il nurse practitioner, quindi, opera principalmente in ambienti urbani
e rurali, in residenze assistenziali per anziani, per la salute delle donne ma
trova il suo spazio anche in cardiologia, in oncologia, in neurologia, in
nefrologia, in ortopedia, in terapia intensiva pediatrica, in geriatria, nella gestione di ferite e
ulcere da pressione, nell’assistenza al dolore acuto e cronico, nella salute
mentale, etc. e ha una forte autonomia decisionale. Il programma formativo per
nurse practitioner di quest’ateneo è focalizzato soprattutto sull’acute care, differenziandosi sotto
questo aspetto dall’università della British Columbia che abbiamo visitato in
seguito.
Questa figura che è diffusa anche nei
paesi anglosassoni, è in sostanza sconosciuta in Italia, dove è difficile
prevedere un’evoluzione simile, perché il nostro, è l’unico paese al mondo dove
il numero dei medici è superiore a quello degli infermieri, sebbene le persone
abbiano molto bisogno d’assistenza infermieristica qualificata e diretta,
soprattutto se pensiamo al trend demografico che vede l’incremento esponenziale
della popolazione anziana.
Sicuramente, un punto di forza della
professione infermieristica canadese, è la formazione dei professionisti nelle
facoltà di nursing che sono indipendenti da quelle di medicina.
Altro corso di formazione, offerto dall’università
di Toronto, è il PhD in nursing, vale a dire il dottorato di ricerca, che dura
4 anni, richiede la frequenza a tempo pieno e l’elaborazione di una proposta di
ricerca infermieristica, per la tesi finale, a circa 18 mesi dall’inizio del corso.
Dopo l’Università di Toronto abbiamo
visitato la RNAO (Registered Nurses Association of Ontario), l’equivalente del
nostro Collegio Professionale, dove la
Presidente dell’Ordine degli infermieri, Doris Grinspun, ci ha illustrato il
sistema sanitario canadese, parlandoci del nursing in Canada, delle sue sfide,
della realtà politica e delle strategie che supportano lo sviluppo della
professione infermieristica.
Merita attenzione l’esame di stato che in
Ontario si fa presso la RNAO dopo aver superato quello finale all’Università
mentre in Italia le due modalità, almeno per l’infermieristica, sono congiunte.

Foto 2:
Incontro alla RNAO tra il Presidente del Collegio Ipasvi di Roma e la presidente Doris Grinspun.
La RNAO con i suoi 22.000 infermieri è l’ordine
provinciale più grande facente parte della CNA (Canadian Nurses Association)
che rappresenta tutti gli infermieri di tutte le provincie canadesi.
Particolari iniziative della RNAO sono lo
sviluppo di linee guida infermieristiche, utilizzate in tutto il Canada, di
programmi di orientamento alla professione infermieristica in tutte le scuole
di ogni ordine e grado, di programmi di consulenza legale.
Il nostro percorso nell’infermieristica
canadese, è proseguito fino a raggiungere uno dei migliori ospedali pediatrici
del mondo: il Sick Children Hospital (HSC). Per noi tutti è stato come fare un
salto nel futuro ma anche tornare un po’ bambini per l’atmosfera così “poco
ospedaliera” e molto “famigliare”. Il bambino e la sua famiglia sono posti al
centro delle attenzioni infermieristiche e mediche, nel rispetto manifesto
della sfera emotiva, per cercare di alleviare il più possibile le sofferenze,
garantendo la migliore assistenza. Abbiamo potuto incontrare colleghi esperti,
approfondire i modelli organizzativi dell’assistenza infermieristica utilizzati
in Canada, confrontando le nostre esperienze italiane…. e comprare gadget
infermieristici nei vari negozi presenti all’interno dell’ospedale!
Il Sick Children Hospital e’ uno dei più
grandi centri pediatrici al mondo con i suoi
325 posti letto, 45.000 accessi/anno in pronto soccorso e 27.000
ricoveri/anno; conta al suo interno 4750 dipendenti di cui ben 1400 infermieri
e circa 580 medici, che assistono una popolazione di oltre 300 bambini diversi
per origine, cultura, estrazione sociale, i quali presentano severi problemi di
salute per le cause più disparate. La ricerca, a tutti i livelli, occupa un posto di privilegio, se si pensa
che 1500 persone vi sono a vario titolo coinvolte.
Assistere questi bambini e i loro
genitori richiede grande esperienza tecnica e relazionale, capacità di giudizio
clinico, coraggio e integrità morale. Le “nurses” dell’HSC coltivano queste
qualità, grazie ad ambiziosi programmi di ricerca, aggiornamento e miglioramento professionale continui.
L’HSC, come ospedale pediatrico, nasce
nel lontano 1875, grazie all’iniziativa di un gruppo di donne di Toronto
guidate da Elizabeth Mc Master che affittano 11 stanze per l’accettazione di “bambini malati”; nel 1876 in seguito all’aumento della domanda di
servizi, l’ospedale si trasferisce in un edificio piu’grande. Nel 1918 nasce
all’interno dell’HSC il primo Laboratorio di Ricerca Nutrizionale e negli anni
60 viene attivata una delle prime unità di terapia intensiva del Nord America dedicata
esclusivamente all’assistenza di neonati
e prematuri critici. Nel gennaio del 1993 nasce l’ultima versione
dell’HSC con l’apertura dell’Atrium, nuova ala, progettata dall’associazione
Eberhard Zeider di Robert Zeidler.
Ritenendo che la luce fosse importante
per il benessere psico-fisico della persona, Zeidler ha progettato l’edificio
dividendolo in nove piani, perimetrati
da pareti di vetro per far entrare tanta luce naturale.
L’ospedale e’ stato costruito e si
mantiene grazie, in parte ai fondi pubblici, in parte ai fondi dei contribuenti, della Fondazione HSC e di
altri donatori.
La maggior parte dei pazienti ha la
propria stanza, con servizi igienici comprensivi di servizio di lavanderia, un
locale deposito e un letto per il genitore che permane in stanza durante la
notte.
In questa veste assai confortevole ed
accogliente per i piccoli pazienti, l’ospedale è anche una sorta di grande
centro commerciale, dove il ricavato delle vendite, grazie all’opera dei
volontari, diviene occasione per ampliare
le entrate a favore della struttura
integrando quelle pubbliche.
Nel corso del “tour hospital” e’ stata organizzata una tavola rotonda che ha
visto la partecipazione di alcune “nurse
executives” (corrispondenti ai nostri Responsabili dei Servizi infermieristici
e delle diverse aree dipartimentali in Italia) tra cui Miss Mary Jo Haddad.
Mary Jo che ci ha illustrato la “mission” dell’HSC che e’ quella di: fornire
un’assistenza “family-centered”,
condurre programmi di miglioramento scientifico e clinico, e preparare le
prossime future generazioni di infermieri specializzate nel nursing pediatrico (education).
Il Nursing “family-centered” si caratterizza per un’alta attenzione e
sensibilità alle necessità fisiche, spirituali ed emotive della comunità multiculturale;
leadership e responsabilità professionale rappresentano i cardini individuali
alla mission dell’HSC.
Con la ricerca invece si vuole
costruire un programma culturale ricco
di scoperte e di progressi che fornisca
gli strumenti per sostenere gli
individui e le diverse équipe nel
raggiungimento dei loro obiettivi.
I programmi educativi e formativi sono
realizzati grazie alla stretta collaborazione con le Università e soprattutto
con la facoltà di Nursing in Toronto ed altre associazioni; l’obiettivo e’
quello di condividere con altri lo sviluppo della ricerca e dei programmi d’istruzione oltre l’HSC.
Aggiungeva ancora Mary Jo : “Un uso efficiente delle risorse e
l’autonomia economica sono essenziali nella realizzazione della nostra mission;
schieriamo le nostre risorse efficacemente ed efficientemente a tutti i livelli
nell’organizzazione”.
Ecco alcuni dati interessanti sulla struttura e sulla popolazione
infermieristica forniti:
·
L’Ospedale ha 3 grossi
Dipartimenti o aree con ben 19 specializzazioni al loro interno;
·
Vi sono anche ben 18
camere operatorie che eseguono circa 18.000 interventi chirurgici/anno, 2
servizi di emodinamica, 3 tac;
·
Nell’Ospedale vi sono
circa 1400 infermieri, di cui 1000 a tempo pieno, con un’età media di 37 anni
(la media nazionale è di 27 anni);
·
Attualmente vi è un 8%
di turnover di personale contro anche il 15% del passato e contro il 20% degli
USA;
·
Vi sono circa 60
infermieri distribuiti nei vari reparti e servizi dell’Ospedale che hanno
seguito il percorso complementare di “nurse
practitioner” di durata biennale e rappresentano gli infermieri “esperti clinici”;
·
Il 68,9% delle spese per
i salari dei dipendenti sono assegnate agli infermieri;
Gli infermieri hanno a disposizione il “Nursing
practice council” vale a dire un monte ore previsto e programmato
all’interno dell’orario di servizio in cui tutti gli infermieri, a
rotazione, sono coinvolti in gruppi di
lavoro sulla pratica clinica e sullo sviluppo dell’EBN;
Ogni anno, grazie ad appositi fondi,
viene messo a concorso 1 posto per la ricerca infermieristica nel settore
pediatrico;
Alcuni infermieri, circa una trentina,
impegnati attivamente nella formazione di base e complementare, alternano
periodi di pratica clinica a periodi di attività in ambito educativo e formativo,
allo scopo di mantenere uno stretto legame con la pratica clinica stessa e non
perdere le manualità acquisite e l’importante contatto con l’assistenza diretta
ai bambini

Foto 3:
Simpatiche figure allietano il soggiorno nell’atrium del Sick Children Hospital.

Foto 4: Un alce
colorata e giocosa presidia l’entrata del Sick Children Hospital
Dopo una visita interessantissima al
Mount Sinai Hospital, dove ci hanno presentato un programma on-line per la
gestione delle cure palliative infermieristiche a domicilio, tramite il Centre
for global e-health innovation, la città di Toronto si è mostrata in tutta la
sua bellezza dalla CN Tower, l’edificio più alto del mondo (533 metri).
Dopo un ultimo saluto alla splendida
città, adagiata sul Lago Ontario, siamo partiti per Vancouver, una città
vivace, distesa su una penisola abbellita da ben 144 parchi, che ci ha accolto
con tutta la sua magnificenza esaltata da un clima piacevole, decisamente
inaspettato.
Anche l’Università della British Columbia
non ha deluso le nostre aspettative. All’interno della facoltà di nursing
abbiamo ricevuto una serie di lezioni veramente illuminanti.

Foto 5: Gadgets
e libri che testimoniano la lunga tradizione della scuola di nursing presso la
University of British Columbia.
Dopo il saluto della Dean della facoltà di nursing, Sally Thorne, che ci ha illustrato
gli 85 anni della scuola di nursing alla University of British Columbia, ci è
stato presentato, anche qui, il nuovo programma master per nurses practitioner, che però in questa università è più incentrato
sulla primary care della durata di
due anni, a tempo pieno, che può essere scelto da infermieri con baccalaureato,
con esperienza clinica di almeno due anni; il corso formativo è offerto nel campus con tirocinio pratico
in setting assistenziali differenziati.
Marion Clauson e da Ann Hilton, due
colleghe infermiere che lavorano come coordinatrici nel corso di laurea in
infermieristica, ci hanno illustrato approfonditamente i programmi del
baccalaureato e del master in nursing science.
Tra gli obiettivi dichiarati di questo
master abbiamo:
1.
Promuovere lo sviluppo e
la gestione dell’assistenza di comunità per un target di popolazione specifico.
2.
Sintetizzare la
conoscenza dalle altre discipline sanitarie per migliorare la qualità dell’assistenza.
3.
Applicare la conoscenza
derivata dalla ricerca e dall’evidence based nursing.
4.
Interpretare i risultati
della ricerca infermieristica per l’avanzamento della scienza del nursing.
5.
Dimostrare abilità per
comunicare idee assistenziali chiaramente e logicamente.
6.
Sviluppare, promuovere e
valutare schemi di pratica professionale per rispondere alla sempre dinamica
domanda assistenziale.
7.
Esaminare criticamente
le implicazioni sociali nell’esperire il nursing.
8.
Dimostrare leadership e
competenza professionale nei ruoli organizzativo decisionali nel nursing.
La giornata è proseguita con un tour
nella facoltà di nursing seguita da una esaustiva relazione, tenuta dalla
Dr.ssa Joy Johnson (nurse con PhD advisor) che ci ha illustrato il programma di
dottorato di ricerca nella UBC.
Il philosophy doctor fu iniziato 10 anni
orsono e i vari campi di ricerca in cui ci si può specializzare sono:
·
La gestione
assistenziale delle patologie croniche.
·
La comunicazione
assistenziale tra team sanitario e paziente.
·
La promozione della
salute e la prevenzione delle malattie, ad esempio sviluppando interventi per
la prevenzione del tabagismo nella popolazione o stressando l’importanza del
nursing nelle donne in gravidanza, nella famiglia e nella comunità estesa.
·
Il nursing
transculturale, con particolare attenzione alla diversità culturale di cui è
ricchissima la società canadese.
·
Il nursing management.
·
La storia del nursing
nel mondo.
l periodo di formazione per ottenere il
dottorato di ricerca a tempo pieno dura
circa 4 anni ma la media di completamento del corso è di 5 anni. Ogni
anno vengono ammessi al corso tra i 4 e i 5 studenti ed è completamente
gratuito, giacché lo Stato canadese finanzia i progetti di ricerca nei campi
sopraelencati.
Alla fine della giornata, ci ha illustrato le
iniziative politiche per favorire la crescita della professione
infermieristica, la Direttrice del Collegio provinciale della British Columbia
(RNABC) Jo Wearing. Con simpatia ci ha spiegato che l’esame di certificazione
per esercitare la professione dei 30.000 infermieri nella British Columbia,
come in tutta la nazione, avviene ogni anno. Inoltre, ha sviscerato in
profondità l’annoso fenomeno della mancanza infermieristica che si sta cercando
di arginare con varie politiche tra cui quella dell’inserimento d’infermieri
provenienti da vari contesti internazionali (Usa, Filippine, Australia, etc.).
Dopo una
breve visita alla fornitissima biblioteca dell’università ci siamo diretti
verso la nostra ultima tappa il General Hospital di Vancouver dove la dirigente
infermieristica dell’ospedale ci ha illustrato il funzionamento del
dipartimento infermieristico, la gestione del personale, il sistema di qualità
infermieristico e l’organizzazione dell’assistenza. Non poteva mancare un
corposo tour all’interno delle varie unità operative del nosocomio, tutte
dotate di supporti tecnologici avanzati come si può evincere dalle seguenti
foto:

Foto 6: Splendida vista della
città e dell’eliporto del Vancouver General Hospital dalle unità operative del
nosocomio.

Foto 7: Presidi
d’emergenza (Ambu) sono presenti in tutti gli spazi comuni dell’ospedale.
Dopo
una visita alla Grouse Mountain che domina la città di Vancouver e allo Stanley
Park con i suoi inconfondibili totem, retaggio di un passato ancora vivo nelle
tradizioni autoctone, siamo tornati con un po’ di rimpianto ma contenti al
nostro lavoro quotidiano, consapevoli che lo sforzo comune di tutti gli
infermieri verso una maggiore qualità dell’assistenza possa portare a risultati
ragguardevoli come quelli raggiunti nella terra il cui simbolo è la foglia
d’acero (maple leaf).
Gaetano Romigi
Laura
Sabatino,
Alessandro
Stievano