Documentazione

Sanità pubblica

Del: 28/08/2014 - Di: Doctor33 - Titolo: Salute a rischio per i cambiamenti climatici (Oms chiede interventi)

Salute a rischio per i cambiamenti climatici
(Oms chiede interventi)

Salute a rischio per cambiamenti clima, Oms chiede interventi

Malattie causate da elevati livelli di inquinamento atmosferico, eventi meteorologici estremi, carestie e diffusione di epidemie. I cambiamenti climatici influenzano fortemente la salute umana e miglioramenti nelle politiche energetiche e dei trasporti potrebbero salvare milioni di vite ogni anno. È l'appello all'azione dell''Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che affronterà la questione nel corso della prima conferenza mondiale sulla salute e il clima, che si è aperta ieri a Ginevra. «L'inquinamento atmosferico nel 2012 è stato responsabile di 7 milioni di morti, uno su 8 di tutti i decessi a livello mondiale», sottolinea Maria Neira, direttore del Dipartimento di sanità pubblica dell''Oms. Ma non solo. Il cambiamento climatico sta causando oltre 60.000 morti ogni anno per via dei disastri naturali legati al clima, più che triplicati dal 1960. Parallelamente causa siccità e influisce sulla fornitura di acqua potabile compromettendo l''igiene e aumentando il rischio di malattie diarroiche, che uccide 2,2 milioni di persone ogni anno. E ancora la variazione di precipitazioni, secondo le stime, diminuiranno la produzione di alimenti del 50% entro il 2020 nelle regioni più povere, aumentando malnutrizione e denutrizione, responsabili di 3,5 milioni di morti ogni anno. Infine, forte l''impatto sulla diffusione di malattie infettive. Il cambiamento climatico potrebbe esporre ulteriori 2 miliardi di persone alla trasmissione dengue entro il 2080. «I poveri, gli svantaggiati e i bambini sono tra coloro che soffrono il peso maggiore degli impatti legati al clima e le malattie conseguenti, come malaria, diarrea e malnutrizione», osserva Flavia Bustreo, direttore generale del settore Famiglia dell''Oms. «Le soluzioni esistono e dobbiamo agire con decisione per cambiare questo corso», conclude Margaret Chan, direttore generale dell''Oms.


FONTE:http://www.doctor33.it/salute-a-rischio-per-cambiamenti-clima-oms-chiede-interventi/politica-e-sanita/news-52216.html?xrtd=XAXCYCYSSRLRYAYVTCVRCCC


 


 
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Del: 24/08/2014 - Di: Ministero della Salute - Titolo: Domande e risposte sul virus Ebola (Aggiornamenti del Ministero)

Domande e risposte sul virus Ebola
(Aggiornamenti del Ministero)

Domande e risposte sul virus Ebola

18 AGO 2014

Il Ministero della Salute ha realizzato, in un'apposita sezione, 18 domande e risposte sull'epidemia di Ebola per informare i cittadini.

1. Che cos'è la malattia da virus Ebola?

La malattia da virus Ebola (EVD), precedentemente nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalità fino al 90 %. La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé). L’Ebola è apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, e in una zona remota del Sudan. L'origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae), sulla base delle evidenze disponibili, sono considerati i probabili ospiti del virus Ebola.

2. Come si infettano le persone?

L’Ebola si trasmette nella popolazione umana attraverso lo stretto contatto con sangue, secrezioni, tessuti, organi o fluidi corporei di animali infetti. In Africa, l'infezione è avvenuta attraverso la manipolazione degli scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi di foresta e istrici infetti trovati malati o morti o catturati nella foresta pluviale. Nelle zone a rischio (foresta pluviale dell’Africa Sub-sahariana) è importante ridurre il contatto con gli animali ad alto rischio, quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati, non raccogliere animali morti trovati nelle foreste o manipolare la loro carne cruda. Una volta che una persona sia entrata in contatto con un animale infetto da virus Ebola e abbia contratto l’infezione, questa può diffondersi all'interno della comunità da persona a persona. L'infezione avviene per contatto diretto (attraverso ferite della pelle o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma) di persone infette. L'infezione può verificarsi anche in caso di ferite della pelle o delle mucose di una persona sana che entra in contatto con oggetti contaminati da fluidi infetti di un paziente con Ebola, quali vestiti e biancheria da letto sporchi dei fluidi infetti o aghi usati. Gli operatori sanitari sono stati spesso i più esposti al virus durante la cura dei pazienti con Ebola. Questo accade perché, in particolare nelle prime fasi di un epidemia, non indossano dispositivi di protezione individuale (ad esempio i guanti) quando assistono i pazienti. Gli operatori sanitari di tutti i livelli del sistema sanitario - ospedali, cliniche e centri sanitari - delle aree a rischio dovrebbero essere informati, prima possibile, sulla natura della malattia, sulle modalità di trasmissione e seguire rigorosamente le precauzioni raccomandate per prevenire l'infezione. Possono svolgere un ruolo nella trasmissione di Ebola anche le cerimonie funebri in cui le persone hanno contatti diretti con il corpo del defunto. Le persone decedute per Ebola, infatti, devono essere maneggiate con indumenti protettivi e guanti ed essere sepolte immediatamente. Le persone sono contagiose fino a quando il sangue e le secrezioni contengono il virus. Per questo motivo, per evitare di infettare chiunque altro nella comunità, i pazienti infetti devono essere attentamente monitorati dai medici e sottoposti a test di laboratorio, per garantire che il virus non sia più in circolo, prima del loro ritorno a casa. Gli uomini, guariti dalla malattia, possono ancora trasmettere il virus a partner attraverso lo sperma, per un massimo di sette settimane dopo la guarigione. Per questo motivo è importante per gli uomini evitare rapporti sessuali per almeno sette settimane dopo la guarigione oppure indossare il preservativo nei rapporti sessuali durante le sette settimane dopo la guarigione.

3. Chi è più a rischio ?

Durante un’epidemia le persone a più alto rischio di infezione sono:

- operatori sanitari

- familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette

- persone che hanno contatto diretto con i corpi dei defunti, nelle cerimonie funebri

- cacciatori nella foresta pluviale che entrano in contatto con animali trovati morti nella foresta.

Sono necessarie altre ricerche per capire se alcuni gruppi, come le persone immunocompromesse o persone con altre patologie di base, siano più suscettibili di altri a contrarre l’infezione. L'esposizione al virus può essere controllata attraverso l'uso di misure protettive in strutture sanitarie e ospedali, nei raduni di comunità e nelle abitazioni.

4. Come non si trasmette il rischio di infezione da virus Ebola?

Anche per chi abita o ha viaggiato nelle zone colpite il rischio di infezione da virus Ebola è estremamente basso a meno che vi sia stata esposizione diretta ai liquidi corporei di una persona o di un animale contagiato, vivo o morto. Un contatto casuale in luoghi pubblici con persone che non mostrano segni di malattia non trasmette Ebola. Non si può contrarre la malattia maneggiando denaro o prodotti alimentari o nuotando in piscina. Le zanzare non trasmettono il virus Ebola.

5. Quanto è resistente il virus Ebola?

Il virus Ebola viene ucciso facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura. Il lavaggio in lavatrice di indumenti contaminati da liquidi è sufficiente a distruggere il virus Ebola. Il virus Ebola sopravvive solo per breve tempo su superfici esposte alla luce solare o secche.

6. Quali sono i segni e sintomi tipici di infezione?

Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e sintomi tipici, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna. Gli esami di laboratorio includono globuli bianchi e piastrine bassi ed aumento degli enzimi epatici. Il periodo di incubazione o l'intervallo di tempo dall'infezione alla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione. L’infezione da malattia da virus Ebola può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

7. Quando si dovrebbe cercare assistenza sanitaria?

Se una persona si trova in aree dove è noto ci sia la malattia da virus Ebola o ha avuto contatti con un caso confermato in laboratorio o un soggetto con quadro clinico fortemente sospetto di malattia da virus Ebola e comincia a presentare sintomi della malattia dovrebbe immediatamente richiedere assistenza sanitaria. Eventuali casi sospetti devono essere segnalati dal centro medico all'unità sanitaria più vicina senza indugio. Cure mediche immediate sono essenziali per aumentare il tasso di sopravvivenza dalla malattia. Le cure mediche sono importanti anche per controllare la diffusione della malattia ed avviare immediatamente le procedure di controllo dell'infezione.

8. Qual è il trattamento?

I pazienti gravemente malati necessitano di terapia intensiva, sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o di reidratazione orale con soluzioni contenenti elettroliti. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia. Alcuni pazienti con terapie mediche appropriate guariscono. Per aiutare a controllare l'ulteriore diffusione del virus, i casi sospetti o confermati devono essere isolati dagli altri pazienti e trattati da operatori sanitari che attuino rigorose precauzioni per il controllo delle infezioni.

9. L’infezione può essere prevenuta?

Attualmente non esiste un vaccino autorizzato per la malattia da virus Ebola. Diversi vaccini sono in fase di sperimentazione, ma nessuno è disponibile per uso clinico in questo momento. Per ridurre il numero dei casi e i decessi è fondamentale accrescere la consapevolezza dei fattori di rischio e adottare le misure di prevenzione. Modalità per prevenire l'infezione da virus Ebola Mentre i casi iniziali di malattia da virus Ebola sono stati contratti manipolando animali o carcasse infetti, i casi secondari si sono verificati attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona malata, durante la cura dei casi a rischio o durante pratiche di sepoltura non sicure. Nel corso di questa ultima epidemia in Africa occidentale, la maggior parte dei casi di malattia si è diffusa attraverso la trasmissione da persona a persona.

Diverse misure possono essere adottate per prevenire l'infezione, limitare o interrompere la trasmissione:

- Comprendere la natura della malattia, come si trasmette e come evitare che si diffonda ulteriormente

- Ridurre il contatto con animali infetti ad alto rischio (quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati) nelle aree di foresta pluviale colpite

- Cuocere accuratamente i prodotti di origine animale (sangue e carne) prima di mangiarli

- Indossare guanti e utilizzare dispositivi di protezione individuale, durante la cura di persone malate

- Lavare regolarmente le mani dopo aver visitato i pazienti in ospedale o dopo essersi presi cura di qualcuno a casa.

- Seppellire immediatamente le persone decedute per Ebola, manipolando le salme con dispositivi di protezione.

10. Come proteggere gli operatori sanitari dal rischio elevato nella cura dei pazienti malati?

Gli operatori sanitari che trattano pazienti con malattia sospetta o confermata sono a più alto rischio di infezione rispetto agli altri gruppi. In aggiunta alle precauzioni standard di assistenza sanitaria gli operatori devono:

- applicare rigorosamente le misure raccomandate per il controllo delle infezioni ed evitare l'esposizione a sangue infetto, fluidi o ambienti o oggetti contaminati, come la biancheria sporca dei liquidi biologici di un paziente o gli aghi usati

- utilizzare dispositivi di protezione individuale come camici monouso, guanti, maschere e occhiali o visiere - non riutilizzare i dispositivi di protezione o indumenti a meno che non siano stati correttamente disinfettati

- cambiare i guanti dopo ogni operazione di assistenza ad un caso sospetto/confermato di Ebola

- effettuare procedure invasive che possono esporre medici, infermieri ed altri all'infezione nel rispetto di rigorose condizioni di sicurezza

- tenere separati i pazienti infetti dagli altri pazienti e dalle persone sane.

11. Ci sono cibi che possono prevenire o curare l'infezione?

No, queste voci sono infondate. L'OMS raccomanda vivamente alle persone di ricercare nei confronti della malattia da virus Ebola consigli preventivi credibili rilasciati dalle autorità di sanità pubblica. Poiché non vi è alcun farmaco specifico contro l’Ebola, il miglior trattamento è il supporto intensivo fornito in ospedale da operatori sanitari che attuino severe procedure di controllo delle infezioni. L'infezione può essere controllata attraverso le misure di protezione raccomandate.

12. Cosa fa l’OMS per proteggere la salute pubblica durante le epidemie?

L’OMS fornisce consulenza tecnica ai Paesi e alle comunità per la preparazione e la risposta alle epidemie di Ebola.

Le azioni includono:

- sorveglianza delle malattie e condivisione delle informazioni tra i Paesi sui focolai epidemici

- assistenza tecnica per studiare e contenere le minacce per la salute quando si presentano

- come l'assistenza sul posto, per identificare le persone malate e tracciare modelli di malattia

- consigli su scelte di prevenzione e di trattamento

- invio di esperti e distribuzione di materiale sanitario (come dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari), quando richiesti dal Paese

- comunicazioni per aumentare la consapevolezza della natura della malattia e le misure sanitarie di protezione per controllare la trasmissione del virus

- attivazione di reti di esperti, a livello continentale e globale, per fornire assistenza, se richiesta, e mitigare i potenziali effetti sulla salute, nonché informazioni su modalità di viaggi e commerci.

13. Perché, durante un'epidemia, il numero di casi segnalati può variare?

Durante un'epidemia di Ebola, le autorità sanitarie pubbliche del Paese colpito riportano i numeri di casi di malattia e dei decessi. Le cifre possono cambiare ogni giorno. Il numero di casi riflette sia i casi sospetti che i casi di Ebola confermati in laboratorio. A volte il numero di casi sospetti e confermati sono riportati insieme mentre a volte sono riportati separatamente. Per questo numeri possono oscillare tra casi sospetti, casi confermati, casi successivamente esclusi dagli esami di laboratorio. È generalmente più utile, per valutare la situazione della salute pubblica e determinare la risposta appropriata, analizzare l’andamento dei casi nel corso del tempo, anche alla luce delle informazioni aggiuntive che man mano si acquisiscono.

14. È sicuro viaggiare durante un'epidemia?

Cosa consiglia l’OMS? Nel corso di un focolaio, l'OMS esamina regolarmente la situazione sanitaria pubblica e raccomanda restrizioni di viaggio o rotte commerciali, se necessario. Al momento, tali misure non sono raccomandate. Il rischio di infezione per i viaggiatori è molto basso in quanto la trasmissione da persona a persona avviene per contatto diretto con i fluidi corporei o secrezioni di un paziente infetto.

I consigli dell’OMS sui viaggi in generale

- I viaggiatori dovrebbero evitare ogni contatto con pazienti infetti

- Gli operatori sanitari che viaggiano verso aree colpite dovrebbero seguire rigorosamente le indicazioni sul controllo delle infezioni raccomandate dall’OMS

- Chiunque abbia soggiornato in aree dove i casi sono stati recentemente segnalati dovrebbe essere consapevole dei sintomi dell’ infezione e consultare un medico al primo segno di malattia

- I medici che si occupano di viaggiatori di ritorno dalle zone colpite, con sintomi compatibili sono invitati a considerare la possibilità di malattia da virus Ebola

I consigli dell'OMS ai viaggiatori nell'attuale situazione dell'epidemia di Ebola in Africa, dichiarata Emergenza di sanità pubblica di rilievo internazionale, sono riassunti nei pieghevoli diffusi dal Ministero della Salute l'8 agosto 2014. Al riguardo, il Ministero della Salute, anche se l’OMS continua a non prevedere alcuna restrizione di viaggi e movimenti internazionali verso le aree affette e da queste ( ad eccezione dei casi sospetti, a meno che non si tratti di evacuazioni mediche programmate), ritiene opportuno consigliare, ai cittadini italiani, il differimento di viaggi non urgenti e indispensabili verso i Paesi interessati da epidemie di EVD (al momento attuale Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone). E' bene sapere inoltre, che l'OMS raccomanda alle autorità dei Paesi africani colpiti dall'epidemia screening in uscita dai paesi affetti dei viaggiatori internazionali in aeroporti, porti e principali attraversamenti terrestri i, per individuare malattie febbrili non spiegate compatibili con potenziale infezione da Ebola, mediante la somministrazione di un questionario, una misurazione di temperatura e, in caso di febbre, di valutazione del rischio che la febbre possa essere causata da EVD impedendo, in caso affermativo, il viaggio (a meno che non si tratti di una evacuazione medica programmata). Al momento, non sono raccomandati screening in ingresso in quei Paesi.

15. Cosa consiglia l'ECDC sui viaggi verso paesi come la Guinea e la Liberia, dove è attivo il focolaio Ebola?

Consigli del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) Consigli ai viaggiatori in arrivo in Guinea o Liberia Il rischio di esposizione al virus Ebola è estremamente basso.

Le seguenti misure preventive dovrebbero eliminare il rischio di contagio:

- evitate il contatto diretto con il sangue o con liquidi corporei di un paziente o di un cadavere e con oggetti che potrebbero essere stati contaminati - evitate la vicinanza di animali selvatici e non consumate selvaggina

- evitate i rapporti sessuali non protetti. Consigli ai viaggiatori che provengono da Guinea o Liberia Il rischio che siate stati esposti al virus Ebola è estremamente basso.

Tuttavia, se nel giro di alcune settimane dopo il soggiorno in una zona tropicale compaiono febbre, spossatezza immotivata, diarrea o altri sintomi gravi: chiedete subito assistenza medica e indicate i luoghi visitati, in quanto il vostro stato può dipendere da un'infezione, quale la malaria, che impone accertamenti e cure urgenti

Se siete stati esposti direttamente a liquidi corporei provenienti da una persona o un animale contagiato, vivo o morto, compresi i contatti sessuali non protetti con pazienti guariti: chiedete subito assistenza medica e indicate i luoghi visitati contattate la struttura medica per telefono prima di recarvici, per consentire al personale medico di utilizzare gli opportuni dispositivi di protezione al vostro arrivo.

16. Qual è la situazione in Italia e quali misure sono state prese?

Per le misure messe in atto da mesi e rafforzate nell’ultimo periodo, il nostro Paese è attrezzato per valutare e individuare ogni eventuale rischio di importazione della malattia da virus Ebola e contenerne la diffusione. Nessun caso sospetto di malattia da virus da Ebola è stato segnalato al Ministero della Salute. Il Ministero della Salute italiano ha dato per tempo, e continua ad aggiornare in tempo reale, disposizioni per il rafforzamento delle misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali (porti e aeroporti presidiati dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera – USMAF) e sono state date indicazioni affinché il rilascio della libera pratica sanitaria alle navi che nei 21 giorni precedenti abbiano toccato uno dei porti dei Paesi colpiti avvenga solo dopo verifica, da parte dell’USMAF, della situazione sanitaria a bordo. Per ciò che concerne gli aeromobili è stata richiamata la necessità della immediata segnalazione di casi sospetti a bordo per consentire il dirottamento dell’aereo su uno degli aeroporti sanitari italiani designati ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale 2005. Pur in presenza di un rischio remoto di importazione dell’infezione, va in proposito ricordato che l’Italia, a differenza di altri Paesi Europei, non ha collegamenti aerei diretti con i Paesi affetti e che altri paesi europei stanno implementando misure di sorveglianza negli aeroporti. Riguardo le condizioni degli immigrati irregolari provenienti dalle coste africane via mare, la durata di questi viaggi fa sì che persone che si fossero eventualmente imbarcate mentre la malattia era in incubazione manifesterebbero i sintomi durante la navigazione e sarebbero, a prescindere dalla provenienza, valutati per lo stato sanitario prima dello sbarco, come sta avvenendo attraverso l’operazione Mare Nostrum.

17. Quali sono i Paesi dell’Africa occidentale affetti dall’epidemia di Malattia da virus Ebola (EVD)?

Le comunicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità informano che i Paesi dell’Africa occidentale affetti dall’epidemia di Malattia da virus Ebola (EVD) sono, al momento:

Guinea (Conakry),

Liberia,

Sierra Leone

Nigeria

Tra il 5 e il 6 agosto 2014, sono stati segnalati dai quattro paesi, 68 nuovi casi (confermati, probabili e sospetti) di MVE e 29 decessi. Al 6 agosto 2014, il totale cumulativo di casi attribuibili a MVE nei quattro paesi, si attesta a 1.779 compresi 961 decessi. Si ricorda che l'8 agosto il Direttore Generale dell’OMS ha dichiarato, sulla base del parere fornito dal Comitato di Emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale appositamente convocato, che l’epidemia di Malattia da virus Ebola (EVD) in corso in Africa Occidentale costituisce una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern- PHEIC) e rappresenta un rischio per la sanità pubblica di altri Stati che potrebbero essere interessati dalla diffusione internazionale della malattia. E ha diffuso una serie di raccomandazioni agli stati membri.

Aggiornamenti su eventi epidemici all’estero: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_3_4.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=avvisi&tipo=eventiEpidemici

 

 
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Del: 24/02/2014 - Di: Gaetano Romigi - Titolo: Cosa sappiamo sulla sigaretta elettronica (notizie dalla FN Ipasvi)

Cosa sappiamo sulla sigaretta elettronica
(notizie dalla FN Ipasvi)

Cosa sappiamo sulla sigaretta elettronica?

21/02/2014 - Ancora molti gli aspetti da chiarire sulle cosiddette e-cig.

Esprimersi sulle nuove sigarette elettroniche, dette anche e-cig, è complesso, soprattutto in relazione alle scarse evidenze scientifiche su cui basarsi. Inoltre manca ancora una chiara regolamentazione del prodotto: si è in assenza di una standardizzazione della produzione e sono insufficienti i controlli di qualità del prodotto.
Sono anche ormai molte le pubblicazioni sul tema per indirizzare i consumatori: ecco un breve promemoria per orientarsi.

Cosa sono le e-cig?

Si tratta di sigarette elettroniche, ovvero riconversioni delle tradizionali sigarette con una versione moderna, in cui è presente una ridotta quantità di gas tossici derivanti dalla combustione. La pubblicità ce le presenta sotto la foggia di sigarette normali, restituendo fascino all’atto di fumare: possono quindi attrarre fortemente l’ex fumatore, aumentando la sua probabilità di ricaduta. Possono altrettanto attrarre i giovani, che identificano in questa modalità un’alternativa al fumo fai da te delle sigarette autopreparate. Su tutti poi agisce l’idea, che questo modo di fumare faccia meno male alla salute

E’ vero che fanno meno male delle sigarette tradizionali?

In realtà non è ancora provato. Anche per questo il Ministero della Salute ha introdotto il divieto di vendita di e-cig con presenza di nicotina ai minorenni e il divieto di uso nelle scuole (Ordinanza 26/6/2013 in GU 29/7/2013, approvata dal Consiglio dei Ministri che ha validità un anno dalla pubblicazione in GU e che potrà diventare Legge se approvata dal Parlamento).

Quanto possono essere tossiche?

Il rischio più importante è che le e-cig diventino per i giovani una porta di accesso alla dipendenza dalla nicotina, quindi alla sigaretta tradizionale. Sulla base delle conoscenze attuali non si può affermare che la tossicità delle e-cig sia paragonabile a quella della sigaretta tradizionale: il numero e la quantità dei composti tossici che si generano durante l’uso della e-cig sono decisamente inferiori rispetto a quelli che si formano dalla combustione del tabacco di una sigaretta tradizionale.
I pochi studi a disposizione non sono sufficienti a dimostrare né la totale innocuità delle e-cig, né la loro efficacia come mezzo per smettere di fumare, a differenza del cerotto, dell’inhaler o degli spray nasali o orali, oppure dei chewing-gum alla nicotina, cioè della terapia sostitutiva nicotinica.

Le e-cig producono fumo passivo, anche se in quantità minore rispetto alla sigaretta tradizionale, e la nicotina assorbita dallo “svapatore” passivo ha le stesse modalità e quantità della sigaretta tradizionale. Inoltre, le e-cig contribuiscono a normalizzare la sigaretta tradizionale. Il fumatore la usa nei luoghi in cui vige il divieto di fumare, riducendo sostanzialmente l’impatto di tale normativa.

Cosa c’è da fare al più presto?

deve essere incrementata la ricerca, soprattutto in riferimento alla positività dell’e-cig nell’ambito di strategie di riduzione del danno nel fumatore tradizionale che non vuole o non riesce a smettere;

deve essere regolamentata la produzione e commercializzazione delle e-cig;

dovrebbe essere vietato l’uso delle e-cig in ambienti chiusi aperti al pubblico, equiparandole alle sigarette tradizionali nell’ambito della normativa di protezione dal fumo passivo;

ne dovrebbe essere vietata la pubblicità come per le sigarette tradizionali;

dovrebbero essere considerate dai medici come un farmaco, il cui uso deve essere subordinato alla produzione di prove di efficacia, prima di essere considerato un presidio da prescrivere.

Si spera che al più presto possa essere formalizzata una revisione della Direttiva europea sul tabacco, attualmente in predisposizione, che regolamenti la libera vendita solo per una minoranza di e-cig: quelle con contenuto di nicotina inferiore a 4mg/ml.

Realisticamente, però, sembra difficile che questa proposta possa essere effettivamente approvata, considerato il giro d’affari che la libera vendita fornisce e il fatto che le ben più pericolose sigarette tradizionali continuano ad essere vendute senza restrizioni effettive.

Per informazioni più dettagliate sulla e-cig si consiglia di consultare:

la valutazione del rischio di utilizzo della e-cig stilata dall’Istituto Superiore di Sanità (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1882_allegato.pdf)

il portale della Società Italiana di Tabaccologia: http://www.tabaccologia.it/PDF/Tabaccologia3-4_12.pdf)

 


 
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Del: 27/12/2013 - Di: Gaetano Romigi - Titolo: I 44 luoghi più inquinati d'Italia (dal rapporto del Ministero della Salute)

I 44 luoghi più inquinati d'Italia
(dal rapporto del Ministero della Salute)

I risultati del rapporto del ministero della Salute sui 44 luoghi e siti più inquinati d’Italia.

Dai tumori all’asma. Ecco che cosa rischiano oltre 6 milioni di italiani.

 

Sono stati individuati dalla Val D’Aosta alla Sicilia. E sono ben quarantaquattro aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. Tramite il sito siamo a pubblicare la lista completa dei siti a rischio e la lista di malattie che gli abitanti devono temere. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese. I dati sono del novembre 2012 A diffondere la lista nera il blog collettivo “PopOff”. La fonte:.

 

Emarese (Aosta)

 

Comune di Emarese.

«Il decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: miniera, amianto e discariche. Mortalità per tutte le cause e malattie del sistema circolatorio. L’esiguità numerica della popolazione residente non ha consentito una completa valutazione della mortalità nel periodo studiato».

 

Pieve Vergonte (Verbania, Cusio, Ossola)


Comuni di Piedimulera, Pieve Vergonte e Vogogna.

«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti chimici e di discariche (RSU, rifiuti spe- ciali non pericolosi, rifiuti da metallurgia Pb, Zn, Cu, cavi elettrici plastificati). Il profilo di mortalità nel SIN di Pieve Vergonte mostra un eccesso tra gli uomini e le donne per tutte le cause, tutti i tumori e per le malattie circolatorie. Si osserva un eccesso per il tumore del colon-retto tra le donne e per il tumore dello stomaco in entrambi i generi, seppure con stime imprecise».

Balangero (Torino)

Comuni di Balangero e Corio.

«Il Decreto di perimetrazione elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: amianto, discariche e miniera. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso della mortalità per tutte le cause in entrambi i generi, per le malattie del sistema circolatorio nelle donne, per le malattie degli apparati respiratorio e digerente negli uomini. È presente un incremento della mortalità per tumore della pleura negli uomini, dato affetto da un’imprecisione della stima».

Casal Monferrato (Alessandria)

Comuni di Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Balzola, Borgo San Martino, Bozzole, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Morano sul Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Palazzolo Vercellese, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Trino, Valmacca, Vignale Monferrato, Villadeati, Villamiroglio e Villanova Monferrato.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di un’industria per la lavorazione e produzione di manufatti di amianto. Un eccesso della mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie del sistema circolatorio. Si osservano eccessi per il tumore polmonare negli uomini, e in entrambi i generi per il tumore pleurico. Sono state pubblicate una serie di indagini epidemiologiche condotte a Casale Monferrato. Uno studio di coorte occupazionale condotto su 3.443 lavoratori del cemento-amianto della Eternit. In entrambi i generi sono stati osservati eccessi della mortalità per tutte le cause, tumore polmonare, tumore della pleura, tumore del peritoneo e asbestosi. Nelle donne è stato confermato l’aumento della mortalità per tumore dell’ovaio e dell’utero».

Serravalle Scrivia (Alessandria)

Comuni di Serravalle Scrivia e Stazzano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di rigenerazione olii esausti. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso nelle donne per tutte le cause e per le malattie dell’apparato circolatorio. L’eccesso nella mortalità per tutte le cause può essere in parte attribuibile all’aumento di rischio per malattie dell’apparato circolatorio. Si documenta un eccesso negli uomini per tumore dello stomaco».

Cengio (Savona) e Saliceto (Alessandria)

Comuni di Bergolo, Bistagno, Bubbio, Cairo Montenotte, Camerana, Castelletto Uzzone, Castino, Cengio, Cessole, Cortemilia, Cosseria, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Loazzolo, Millesimo, Mombarcaro, Monastero Bormida, Monesiglio, Montezemolo, Niella Belbo, Perletto, Ponti, Pruneto, Sale San Giovanni, Saliceto, San Giorgio Scarampi, Sessame, Torre Bormida e Vesime.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici con produzione di coloranti e di discariche. Si osserva un eccesso in entrambi i generi per il tumore dello stomaco. Si osserva un eccesso nelle donne, per l’asma, sia in presenza sia in assenza di correzione per fattori socioeconomici».

Cogoleto-Stoppani (Genova)

Comuni di Arenzano e Cogoleto.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione del bicromato di sodio e di una discarica. Per il complesso delle principali cause di morte mostrano una mortalità osservata simile a quella attesa tra gli uomini, mentre nella popolazione femminile indicano un eccesso per tutte le cause e per le malattie dell’apparato genitourinario. Si osserva un eccesso di rischio nelle donne, per l’asma. Inoltre, uno studio recente, effettuato dal CNR e da ARPA Liguria1, ha analizzato i sedimenti marini, evidenziando alte concentrazioni di metalli pesanti, come cromo esavalente e nichel e, in minore quantità, di argento, mercurio, piombo, rame e zinco».

Pitelli (La Spezia)

Comuni di La Spezia e Lerici.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, centrale elettrica, area portuale, amianto e discarica. Nel SIN risultano in eccesso la mortalità per tutti tumori e per le malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. Risultano in eccesso negli uomini la mortalità per il tumore dello stomaco, del polmone, della pleura e per malattie dell’apparato respiratorio. Due studi dei lavoratori dei petrolchimici di Genova e La Spezia hanno evidenziato un eccesso di mortalità per mesotelioma pleurico tra i manutentori».

Sesto San Giovanni (Milano)

Comuni di Cologno Monzese e Sesto San Giovanni.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianto siderurgico e discariche. Per malattie dell’apparato respiratorio, acute, croniche e asma è nota una componente occupazionale. Polveri, gas, fumi, agenti sensibilizzanti sono tra le esposizioni con accertato ruolo eziologico per queste patologie».

Cerro al Lambro (Milano)

Comuni di Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di discariche. Nel complesso nell’area di Cerro al Lambro si osserva una mortalità per tutte le cause e causa-specifica che non si di- scosta dall’atteso regionale».

Pioltello Rodano (Milano)

Comuni di Pioltello e Rodano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti o sorgenti di esposizione ambientale: impianto chimico e discariche. Negli uomini si osserva un difetto della mortalità per tutti i tumori, e un eccesso per le malattie del- l’apparato digerente».

Broni (Pavia)

Comune di Broni.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’area di produzione di manufatti di cemento-amianto. Eccesso di mortalità per tutte le cause negli uomini e, in entrambi i generi, un eccesso di mortalità per patologie dell’apparato cardiovascolare. Il tumore maligno della pleura sia negli uomini sia nelle donne risulta in eccesso, con un aumento dei rispettivi SMR di più di 10 volte».

Brescia
Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discarica. I valori osservati per la mortalità per tutti i tumori in entrambi i generi e le malattie respiratorie negli uomini sono superiori all’atteso. Elevata probabilità al linfoma non Hodgkin. Sono stati osservati eccessi per questa causa di morte negli uomini».

Laghi di Mantova

Comune di Mantova Virgilio.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN Laghi di Mantova e Polo chimico elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici (metallurgia, cartaria), petrolchimico, raffineria, area portuale e discariche industriali. Per le principali cause di morte, un difetto per tutti i tumori e un eccesso per le malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Un valore dell’SMR in eccesso, anche se affetto da imprecisione, è osservato per l’asma nelle donne».

Bolzano

Comune di Bolzano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione di alluminio e di magnesio. Si osserva un eccesso, seppure caratterizzato da una stima imprecisa, della mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Per quanto riguarda altre cause di morte non comprese nelle tabelle precedenti, si osservano eccessi di mortalità, per il totale di uomini e donne, per le demenze».

Trento Nord

Comune di Trento.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un’industria chimica. Il SIN è caratterizzato da suoli inquinati dalle passate attività industriali di produzione della Carbochimica Prada, che ha cessato la produzione nel 1984, e della produzione di piombo tetraetile da parte della Società Lavorazioni Organiche Inorganiche (SLOI), attiva dal 1939 al 1978. Si segnala un aumento di mortalità per tumore del colon-retto sia negli uomini sia nelle donne, anche se questi dati sono caratterizzati da stime imprecise».

Venezia Porto Marghera

Comune di Venezia.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, petrolchimico, raffineria, metallurgia, elettrometallurgia, meccanica, produzione energia area portuale e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente. Difetti sono presenti per le malattie circolatorie tra gli uomini e in entrambi i generi per le malattie respiratorie e dell’apparato genitourinario. Il tumore del polmone e della pleura sono in eccesso tra uomini e donne. L’indagine dei 7.530 pescatori di Chioggia e Venezia, registrati dalla capitaneria nel periodo 1971-1986, la cui mortalità è stata studiata fino al 1986, ha osservato un incremento per il tumore del fegato e dello stomaco».

Laguna di Grado e Marano (Udine)

Comuni di Carlino, Cervignano del Friuli, Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro, Terzo d’Aquileia e Torviscosa.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di uno stabilimento per la produzione di cellulosa e di un’area portuale. Si osserva un eccesso di rischio per il tumore dello stomaco negli uomini e nelle donne. Nonostante la letteratura scientifica identifichi nel tipo di dieta il principale fattore di rischio per il tumore dello stomaco, l’eccesso osservato negli uomini può essere ricondotto a fattori ambientali (l’assorbimento gastroenterico come principale via di esposizione a piombo e cadmio, e a nitrati presenti nel bacino scolante della laguna) e occupazionali, vista l’associazione positiva rilevata tra tumore dello stomaco ed esposizione professionale a piombo e cromo esavalente».

Trieste
Comune di Trieste.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici, una raffineria, un impianto siderurgico e un’area portuale. La mortalità per le principali cause di decesso mostra per entrambi i generi eccessi per tutte le cause, malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Nelle donne è evidente anche un eccesso per tutti i tumori. Il tumore del colon-retto e le malattie acute dell’apparato respiratorio sono in eccesso in entrambi i generi, l’osservato supera l’atteso tra gli uomini per il tumore della pleura e tra le donne per le malattie respiratorie acute e croniche. La relazione tra inquinamento atmosferico e tumore polmonare a Trieste è stata oggetto di due studi caso-controllo che hanno incluso solo uomini e hanno evidenziato un’associazione positiva e rischi maggiori per i residenti nel centro cittadino e nei pressi della zona industriale».

Fidenza (Parma)

Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e discarica di rifiuti urbani e speciali. Tra gli uomini si è osservato un eccesso della mortalità per le cause tumorali e per le malattie dell’apparato digerente. Tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. Inoltre, l’eccesso di mortalità per tumore dello stomaco osservato tra gli uomini può essere riconducibile a una esposizione occupazionale».

Sassuolo (Modena) e Scandiano (Reggio Emilia)

Comuni di Casalgrande, Castellarano, Castelvetro di Modena, Maranello, Rubiera e Sassuolo.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti per la lavorazione della ceramica. Il profilo di mortalità del SIN mostra, tra le principali cause di morte, eccessi tra gli uomini per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio; tra le donne si osservano eccessi per malattie dell’apparato digerente. Si osserva tra gli uomini un eccesso per malattie respiratorie e asma e per malformazioni congenite in tutte le classi di età».

Massa e Carrara

Comuni di Carrara e Massa.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: industria farmaceutica, petrolchimico, impianto siderurgico, area portuale, amianto, discariche e inceneritore. Nelle donne si evidenziano eccessi per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e genitourinario. In entrambi i generi si osserva un eccesso di mortalità per il tumore del fegato. Negli uomini sono presenti eccessi di mortalità per il tu- more del polmone, della pleura, del sistema linfoematopoietico; per il linfoma non Hodgkin si osserva un eccesso con una stima imprecisa. Tra le cause non tumorali sono presenti eccessi per le malattie respiratorie nel loro insieme, e separatamente anche per le croniche e le acute. Nelle donne si evidenzia un eccesso per le malattie respiratorie acute e difetti di mortalità per il tumore del colon- retto e del polmone. Si evidenziano eccessi di mortalità per malformazioni congenite e per le condizioni morbose di origine perinatale».

Livorno
Comuni di Collesalvetti e Livorno.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: raffineria e area portuale. La mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori è risultata in eccesso in entrambi i generi. Nelle donne si registrano eccessi per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie del sistema digerente. Si osserva, in entrambi i generi, un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura. Si evidenzia un eccesso di mortalità per condizioni morbose di origine perinatale».

Piombino (Livorno)

Comune di Piombino.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, siderurgico, centrale termoelettrica, area portuale e discarica industriale di rifiuti pericolosi. Il profilo di mortalità osservato nella popolazione residente di Piombino negli uomini mostra un eccesso per le malattie dell’apparato respiratorio, digerente e genitourinario. Nelle donne è presente un eccesso per malattie genitourinarie e difetti per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e respiratorie. Si osserva un solo eccesso di mortalità negli uomini per il tumore della pleura».

Orbetello (Grosseto)

Comune di Orbetello.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di produzione di fertilizzanti chimici. La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne. Si osserva un eccesso di decessi negli uomini per asma. Le contaminazioni ambientali della laguna di Orbetello sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di fertilizzanti dell’industria ex Sitoco. L’industria si trova sulla sponda di levante della laguna di Orbetello».

Terni-Papigno

Comune di Terni.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: siderurgico e discarica di 2a categoria tipo B rifiuti speciali. Tra gli uomini residenti in questo SIN si è osservato un eccesso della mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori rispetto all’atteso; tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le patologie dell’apparato digerente».

Falconara Marittima (Ancona)

Comune di Falconara Marittima.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, raffineria, centrale termoelettrica. Il principale eccesso di rischio è per il tumore del polmone in entrambi i generi; nelle donne risultano in eccesso le malattie respiratorie acute, mentre negli uomini è in eccesso il tumore del colon-retto. In eccesso risultano anche le malformazioni congenite con stime imprecise e le malattie dell’apparato genitourinario, in eccesso nelle donne, anche se con stime imprecise».

Basso bacino del fiume Chienti (Macerata e Ascoli Piceno)

Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un impianto calzaturiero. Si registra un eccesso per malattie dell’apparato genitourinario negli uomini e di malattie del sistema circolatorio nelle donne. E un eccesso della mortalità per alcune condizioni di origine perinatale nei bambini minori di un anno».

Bacino idrografico del fiume Sacco (Roma e Frosinone)

Comuni di Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola e Supino.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’industria chimica. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause in uomini e donne. Tra gli uomini si osserva un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente, tra le donne si ha un eccesso di mortalità per le patologie del sistema circolatorio e un difetto di mortalità per tutti i tumori. Si rileva un eccesso per tumore dello stomaco e per le malattie dell’apparato respiratorio tra gli uomini».

Litorale domizio flegreo e Agro aversano (Caserta e Napoli)

Comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castel Volturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di discariche. Nel SIN sono stati osservati eccessi della mortalità in entrambi i generi per tutti i principali gruppi di cause, con eccessi di mortalità per il tumore polmonare, epatico e gastrico, del rene e della vescica. I risultati hanno, anche, mostrato un trend di rischio in eccesso all’aumentare del valore dell’indicatore di esposizione a rifiuti per la mortalità generale, per tutti i tumori e per tumore epatico in entrambi i generi, e per il tumore polmonare e dello stomaco nei soli uomini».

Litorale vesuviano (Napoli)

Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Napoli, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle fonti di esposizione: amianto e discariche. I dati di mortalità mostrano eccessi per le malattie degli apparati digerente e genitourinario negli uomini e nelle donne. In assenza di correzione per indice di deprivazione, nelle donne vi è un eccesso per tutte le cause e per tutti i tumori. Negli uomini tantissimi i casi di tumore alla pleura».

Tito (Potenza)

Comune di Tito.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e siderurgico. Nell’area sono presenti attività produttive di diversa dimensione e tipologia, sia in funzione sia dismesse, con impianti chimici, scorie siderurgiche, discariche di rifiuti pericolosi, discariche con amianto a cielo aperto, vasche di fosfogessi. Il sito ARPA Basilicata riferisce attività di monitoraggio ambientale condotte nel 2003 con rilevazione di metalli pesanti (cromo esavalente, piombo, mercurio), benzene e idrocarburi aromatici, composti organici alogenati e altri idrocarburi. Nella sola popolazione maschile è in eccesso la mortalità per patologie dell’apparato respiratorio. Si osserva un eccesso di mortalità per tumori del colon-retto nelle donne».

Val Basento (Matera)

Comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e di produzione di manufatti in cemento-amianto. Tra gli uomini si osserva un eccesso della mortalità per tutte le cause, sia in assenza sia in presenza di correzione per deprivazione socioeconomica, e un deficit della mortalità per le malattie dell’apparato genitourinario. Nelle donne si rileva un difetto della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio e per le patologie dell’apparato genitourinario».

Manfredonia (Foggia)

Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici e discariche. Si osservano, negli uomini e nelle donne, un eccesso per tumore dello stomaco e un difetto per le malattie dell’apparato respiratorio. Stime imprecise in difetto sono presenti per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali».

Bari-Fibronit

Comune di Bari.

«Il Decreto del SIN elenca la presenza di uno stabilimento di cemento-amianto. Risulta un eccesso di mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per malattie dell’apparato respiratorio, mentre nelle donne si rileva un eccesso per le malattie dell’apparato digerente. Una volta corretta per indice di deprivazione, risulta superiore all’atteso anche la mortalità per malattie dell’apparato circolatorio in entrambi i generi, dell’apparato digerente negli uomini e dell’apparato genito-urinario nelle donne. L’azienda Fibronit di Bari è stata oggetto di due studi di coorte. Lo studio di Belli ha riguardato i lavoratori dell’azienda, titolari di rendita INAIL per asbestosi, e ha osservato un aumento significativo della mortalità per asbestosi, tumore del polmone, della pleura e del mediastino. I risultati dello studio di Coviello, riguardante l’intera coorte, ha mostrato eccessi di mortalità per tutte le cause, per le pneumoconiosi, tutti i tumori, per i tumori maligni del polmone, della pleura e del peritoneo. L’impatto dell’esposizione ambientale ad amianto, in quartieri limitrofi all’insediamento produttivo, è stato stimato da Musti con uno studio caso-controllo che ha valutato la distribuzione spaziale di mesotelioma di origine non professionale, e ha osservato nella popolazione residente entro 500 metri dall’impianto un significativo incremento di rischio».

Taranto
Comuni di Taranto e Statte.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN riporta la presenza di una raffineria, un impianto siderurgico, un’area portuale e di discariche di RSU con siti abusivi di rifiuti di varia provenienza. Il lungo elenco di malattie comprende: eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi; eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi; eccesso, in entrambi i generi, dei decessi per tumore della pleura, che permane; eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute; associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell’apparato respiratorio; eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente; incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini; quest’ultimo è ascrivibile a un eccesso di mortalità per malattie ischemiche del cuore, che permane, anche tra le donne un eccesso per la mortalità per condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), con evidenza Limitata di associazione con la residenza in prossimità di raffinerie/poli petrolchimici e discariche, e un eccesso di circa il 15% per la mortalità legata alle malformazioni congenite, che non consente però di escludere l’assenza di rischio».

Brindisi
Comune di Brindisi.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, centrali elettriche, area portuale, discariche. In entrambi i generi si osserva un eccesso per il tumore della pleura. È presente un eccesso di mortalità per le malformazioni congenite».

Crotone-Cassano-Cerchiara (Cosenza)

Comuni di Cassano ionico, Cerchiara di Calabria e Crotone.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discariche. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini».

Milazzo (Messina)

Comuni di Milazzo, Pace del Mela e San Filippo del Mela.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un impianto siderurgico e una centrale elettrica. Risulta, fra gli uomini, un eccesso per le malattie dell’apparato genitourinario e un difetto per le patologie dell’apparato respiratorio. Tra le donne si osserva un difetto per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e del sistema circolatorio. Per i sottogruppi di classe di età 0-1 e 0-14 risulta in eccesso la mortalità nel primo anno di vita per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Un recente studio di coorte occupazionale sugli ex lavoratori di una industria di manufatti in cemento-amianto nel Comune di San Filippo del Mela ha analizzato la mortalità per cause asbesto-correlate e l’incidenza del mesotelioma. Pur con dei limiti, dovuti principalmente alla mancanza dei libri-matricola, e quindi all’impossibilità di ricostruire gli anni-per- sona a rischio, l’indagine ha evidenziato un eccesso dell’incidenza di mesotelioma ed eccessi di mortalità per tumore maligno della pleura, del polmone e per pneumoconiosi».

Biancavilla (Catania)

Comune di Biancavilla.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN riferisce la presenza di cava di materiale lapideo contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause sia negli uomini sia nelle donne. Anche le malattie dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio risultano in eccesso sia negli uomini sia nelle donne. È presente in entrambi i generi un difetto di patologie dell’apparato digerente. Si evidenzia un eccesso di mortalità per tumore maligno della pleura, con un ampio intervallo di confidenza».

Priolo (Siracusa)

Comuni di Augusta, Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, un polo petrolchimico, una raffineria, un’area portuale, amianto e discariche. Nel SIN si sono osservati eccessi della mortalità generale per tutte le cause e per tutti i tumori tra gli uomini, per malattie dell’apparato digerente tra le donne. Sono in eccesso negli uomini i tumori del polmone e della pleura, causa, quest’ultima, in eccesso anche nelle donne; la mortalità è in eccesso in entrambi i generi per le malattie respiratorie acute».

Gela (Caltanissetta)

Comune di Gela.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria e discarica rifiuti. Il segnale più evidente è quello di un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello stomaco e l’asma; tra le donne il tumore del colon-retto e l’asma, quest’ultima con una stima imprecisa».

Porto Torres (Sassari)

Comuni di Porto Torres e Sassari.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria, centrale termoelettrica, area portuale e discariche. I risultati mostrano un’aumentata incidenza per tutti i tumori. Un’aumentata mortalità per il tumore del polmone, per le malattie dell’apparato respiratorio, anche acute, e per le malformazioni congenite. Tra i lavoratori esposti ad asbesto è aumentata l’incidenza per tumore della vescica. Sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato e la leucemia mieloide».

Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Cagliari)

Comuni di Arbus, Assemini, Buggerru, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Pabillonis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, Pula, San Gavino Monreale, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Siliqua, Teulada, Tratalias, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia e Villaperuccio.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, miniere e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio e un difetto, per i soli uomini, per le malattie circolatorie. Il tumore della pleura è in eccesso in entrambi i generi con una stima imprecisa dell’SMR. Si rileva infine un eccesso della mortalità per le condizioni morbose perinatali. Nei bambini delle scuole elementari di Portoscuso una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei dei Comuni di confronto; nei bambini di Sarroch la frequenza è più elevata anche per l’asma».

FONTE WEB: http://ambientebio.it/i-luoghi-piu-inquinati-ditalia/


 
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Del: 17/12/2013 - Di: Gaetano Romigi e Silvia Scelsi - Titolo: Campagna educativa del Ministero della salute sul corretto uso dei servizi di urgenza-emergenza (Aniarti per Agenas)

Campagna educativa del Ministero della salute sul corretto uso dei servizi di urgenza-emergenza
(Aniarti per Agenas)

Svoltosi a Roma presso la Sala Latini del Centro Congressi Frentani l’11 dicembre scorso il Convegno per la presentazione dei risultati e la diffusione dei prodotti della CAMPAGNA INFORMATIVA NAZIONALE “Il corretto uso dei servizi di emergenza-urgenza” organizzato da Agenas e dal Ministero della Salute. Come saprete è stata invitata anche l’Aniarti, Associazione nazionale Infermieri di area critica, la quale ha fornito il proprio sostegno alla campagna che ha visto, tra le diverse iniziative, anche la produzione di un noto video trasmesso sulle reti Tv nazionali. Referente la vice-Presidente dell’Associazione, Dr.ssa Silvia Scelsi. Oggi più che mai, alla luce anche delle ultime spiacevoli vicende di violenza nei confronti di colleghi Infermieri in alcuni Pronto soccorso della Capitale, questa campagna, rivolta soprattutto a giovani e stranieri, avente come scopo una più approfondita conoscenza del funzionamento e del corretto uso dei servizi diventa assolutamente importante. Nonostante la conclusione ufficiale della Campagna stessa, il Direttore Generale della Programmazione sanitaria del MdS, Dr. Francesco Bevere, Il Direttore Generale dell’Agenas, Dr Fulvio Moirano, la Referente del Ministero, Dr.ssa Angela Rita Panuccio insieme ai rappresentanti di Agenas, Dr Giovanni Caracci e Dr.ssa Sara Carzaniga, si sono auspicati tutti una ampia diffusione dei messaggi e dei risultati che vada ben oltre quelli presentati e coinvolga tutte le Regioni e tutti gli operatori, partendo proprio da chi si occupa di urgenza-emergenza sul territorio e da Ordini, Collegi, Società scientifiche e Associazioni professionali che hanno fornito il proprio contributo in questi 2 anni di attività e collaborazione. L’Aniarti per questo scopo, in occasione della settimana Viva di sensibilizzazione alla prevenzione alle morti improvvise, nel corso del 32° Congresso nazionale, svoltosi a Napoli dal 6 all’8 novembre 2013, ha incontrato il giorno 6 novembre 120 studenti provenienti da 2 Istituti scolastici di istruzione secondaria napoletani accompaganti dai loro docenti e li ha istruiti su alcune manovre di emergenza grazie alla collaborazione di istruttori ICR e della Laerdal fornitore ufficiale. La giornata dell’11 dicembre a Roma si è conclusa con l’auspico di coinvolgere gli Infermieri in formazione post-base specialistica dei Master universitari 1° livello in Area critica, previa formazione, nelle attività educative presso le scuole primarie e secondarie con iniziative locali per le quali sono stati presi precisi impegni da parte del Responsabile della Formazione nazionale di Aniarti.

Per informazioni più approfondite sulla campagna potete visitare il sito ufficiale http://emergenzaurgenza.agenas.it/

 Gaetano Romigi  - Membro del Direttivo nazionale di Aniarti - Associazione nazionale Infermieri di area critica


 
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Del: 15/11/2013 - Di: Giovanni Baglio, Enrico Materia - Titolo: Trip Advisor in sanità. Sarà vera gloria? (I siti internet che indicano al pubblico quali sono i migliori ospedali in Italia si basano su ricerche che valutano gli esiti dell’assistenza in modo unidimensionale ed esprimono una visione desueta della sanità basata sulla competizione tra erogatori)

Trip Advisor in sanità. Sarà vera gloria?
(I siti internet che indicano al pubblico quali sono i migliori ospedali in Italia si basano su ricerche che valutano gli esiti dell’assistenza in modo unidimensionale ed esprimono una visione desueta della sanità basata sulla competizione tra erogatori)

Giovanni Baglio(*) e Enrico Materia (**)

(*) Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio (**) Medico di Sanità

Pubblica Qualche giorno fa, in occasione di un’intervista rilasciata a un importante quotidiano nazionale[1], il noto sociologo francese Alain Touraine ha lanciato il suo grido di allarme: sotto la spinta del capitalismo finanziario e speculativo, che sottrae sistematicamente risorse agli investimenti produttivi, entrano in crisi e muoiono le categorie politico-sociali e le istituzioni che finora hanno contribuito a “pensare e costruire la società”. Rispetto a tale crisi, le parole di Touraine suonano come un appello strenuo alla “resistenza etica”, nell’era post-sociale in cui la politica, divenuta afasica, si mostra incapace di opporsi alla decomposizione in atto. Solo poche ore prima, le agenzie giornalistiche avevano battuto un’altra notizia, in cui si annunciava con enfasi la nascita del portale “Doveecomemicuro.it”[2], realizzato da un network privato con la consulenza di numerosi esperti nazionali e internazionali. Il portale presenta alcuni indicatori sanitari relativi a un migliaio di ospedali italiani, in gran parte elaborati nell’ambito del Programma nazionale esiti dell’Agenas, offrendo di fatto una sorta di guida rapida alla scelta dei migliori luoghi di cura per singole patologie (ricordate la battuta del Ministro Lorenzin sul Trip Advisor in sanità?). Si tratta di fatti apparentemente slegati e lontanissimi, tenuti però insieme dal debole intreccio di una favola: mentre il dito del filosofo si alza a scuotere le coscienze, ecco la luna fare capolino dietro al monte. L’idea che i cittadini possano decidere, semplicemente cliccando su un sito internet, dove e come curarsi equivale al rifiuto di qualsiasi forma di mediazione di sistema ed evoca proprio quel declino delle istituzioni cui il sociologo francese tristemente alludeva. Il Servizio sanitario nazionale abdica così al suo ruolo di garante della qualità delle cure offerte dagli istituti pubblici e accreditati, demandando al cittadino-consumatore la responsabilità del suo destino. Dietro l’apparente appeal dell’iniziativa – in linea con le oramai consuete classifiche di alberghi, ristoranti, vini, film ecc. – si nascondono debolezze e soprattutto timori in ordine all’opportunità di effettuare valutazioni comparative delle strutture sanitarie secondo la logica del naming & blaming (“chiama per nome il colpevole”), finalizzate essenzialmente alla produzione di graduatorie pubbliche (league tables). Tutto questo proprio mentre la revisione critica dell’outcome research, in corso da diversi anni a livello internazionale[3-8] e nazionale[9-10], sta portando a ridefinire le basi metodologiche e gli ambiti stessi di applicabilità delle valutazioni di esito in sanità. Un primo elemento di dubbio riguarda l’approccio essenzialmente unidimensionale alla valutazione della qualità assistenziale – che in tale contesto finisce quasi sempre per coincidere con la misurazione della mortalità – a fronte di un’esigenza diffusa di sviluppare strategie multidimensionali e integrate in grado di restituire un quadro meno frammentario e settoriale della realtà dei servizi. Non a caso, oggi è divenuto sempre più frequente il riferimento alla performance, concetto polivalente che coniuga le dimensioni dell’efficacia, dell’efficienza, dell’appropriatezza e della qualità con l’abilità di rispondere alle aspettative della popolazione e di orientarsi verso i bisogni e le preferenze dei pazienti. Si afferma la tendenza a definire set di indicatori capaci di esplorare ambiti assistenziali e punti di vista differenti, e fornire un quadro sinottico della complessità assistenziale; si ricorre per esempio alle balance scorecards che, partendo da una “mappa strategica” della struttura o del sistema in esame, utilizzano un insieme bilanciato di misure per ciascuna delle dimensioni di interesse[11]. Un secondo punto assai controverso è quello relativo alla qualità dei dati amministrativi su cui si basano le procedure statistiche di risk-adjustment, propedeutiche alla produzione delle league tables. È ben noto e documentato il problema della sottonotifica delle comorbosità nei dati del Sistema informativo ospedaliero, che impedisce un pieno controllo del confondimento esercitato dalla gravità clinica iniziale dei pazienti sull’associazione tra qualità assistenziale ed esiti di salute[4,10]. Può accadere, dunque, che una struttura appaia più performante di altre, per la sola ragione di trattare una casistica più “leggera”. Per di più resta insoluta la difficoltà di distinguere, sulla base dei dati amministrativi di routine, le patologie già presenti all’ammissione dalle complicanze che invece insorgono durante il ricovero, magari proprio a causa di una scarsa qualità assistenziale o di errori medici: le une e le altre sono spesso trattate in modo indistinto dalle tecniche di aggiustamento, e questo può inficiare la bontà della valutazione[12,13]. La soluzione offerta dall’introduzione del flusso RAD-Esito nella regione Lazio, con la raccolta di informazioni supplementari sui ricoveri ospedalieri, appare di portata assai limitata, in quanto riguarda solo tre condizioni patologiche: infarto del miocardio, bypass aorto-coronarico e frattura del femore[14]. E ancora, metodi differenti di risk-adjustment possono produrre risultati differenti, in termini di attribuzione dei ranghi alle strutture ospedaliere. Un recente studio condotto negli USA su 2,5 milioni di ricoveri avvenuti in 83 ospedali per acuti ha confrontato quattro metodi di risk-adjustment (tra cui uno sviluppato dai ricercatori della Flinders University), dimostrando una grande variabilità nei tassi di mortalità: 12 dei 28 centri classificati oltre il valore atteso con un metodo, si posizionavano invece al di sotto di tale valore se valutati con altri metodi[15]. Questo non fa che alimentare dubbi sull’affidabilità delle graduatorie, così pericolosamente suscettibili alle manipolazioni di chi li predispone (effetto gaming), in termini di tecniche statistiche adottate, criteri di inclusione ed esclusione, e valori di riferimento[6]. Sulla base delle considerazioni sopra riportate, si comprende bene come le attività di valutazione non possono che assumere valenza orientativa: utili sì, in un’ottica di “depistage” e identificazione di aree critiche su cui avviare approfondimenti e interventi ad hoc; ma fuorvianti se utilizzati per attribuire maglie rosa, gialle o nere. Su questo punto si era già espresso l’allora Ministro della Sanità Renato Balduzzi, in una lettera allegata alla presentazione del Piano Nazionale Esiti (PNE) sul sito dell’Agenas: “Tutte le iniziative di comunicazione e discussione hanno sottolineato che i risultati di PNE, nella loro attuale forma e modalità di pubblicazione, hanno l’obiettivo di supportare programmi di auditing clinico ed organizzativo e non costituiscono in alcun modo giudizi, tabelle, graduatorie. È stato in particolare ribadito più volte che i risultati di PNE sono fortemente dipendenti dalla qualità dei dati SDO (…) e vanno letti ed interpretati alla luce dei metodi di disegno di studio e di analisi statistica adottati”[16]. Si tratta di una dichiarazione molto importante, che dovrebbe indurre a un profondo ripensamento della filosofia e dell’applicabilità dei dati di esito, il cui utilizzo appare ancora troppo legato a schemi valutativi vetusti e caduti in disuso negli stessi Paesi anglosassoni che inizialmente li avevano elaborati e proposti. Un ulteriore elemento di riflessione riguarda gli effetti controproducenti che le league tables (e i “semafori”) esercitano sugli operatori sanitari. La pubblicazione delle graduatorie, soprattutto quando tale diffusione avviene in modo del tutto decontestualizzato, ossia al di fuori di programmi volti a migliorare le buone pratiche e a sostenere strategie condivise di cambiamento, induce nei professionisti sanitari una profonda demotivazione, e molto spesso innesca azioni legali che finiscono per distogliere l’attenzione dai reali problemi evidenziati. A riguardo delle strategie comunicative e, segnatamente, dell’opportunità di divulgare i risultati delle valutazioni di esito, vale quanto sottolineato dal Ministro Balduzzi nella succitata lettera di presentazione del PNE: i risultati che siano “analizzati e presentati ad un notevole livello di complessità scientifica, che richiede competenze professionali di interpretazione e di valutazione”, non sono in alcun modo adatti per una pubblicazione a livello di popolazione[16]. In altri termini, le forme della comunicazione dovrebbero tenere conto della complessità delle situazioni, evitando i rischi di banalizzazione dei messaggi e aprendo a considerazioni di opportunità, da ponderare caso per caso. Lungi dall’essere al servizio di scelte consapevoli, questi strumenti rischiano di alimentare il disorientamento e la sfiducia dei cittadini nei confronti del sistema. Approcci di questo tipo sono in realtà funzionali alla concezione della sanità come mercato, con gli erogatori in libera competizione e il livello centrale nella funzione di arbitro neutrale; in questa visione i cittadini vengono trattati alla stregua di “consumatori”, che possono scegliere liberamente dove comprare. Viceversa, la valutazione dell’assistenza dovrebbe fare riferimento a una visione di sistema in co-evoluzione collaborativa, con il livello centrale chiamato a svolgere un ruolo di stewardship e di valorizzazione delle migliori esperienze presenti sul territorio: un sistema in grado di contrapporre alle ragioni della competizione quelle della cooperazione, delle reti e della responsabilità sociale[11]. La scelta sembra essere, ancora una volta, tra il dito e la luna. Sta a noi decidere in quale direzione volgere lo sguardo.

Bibliografia

1. Intervista di Fabio Gambaro ad Alain Touraine: “La fine della Società” – La Repubblica, giovedì 31 ottobre 2013, p.39. 2. “Dove mi curo? Sul web i migliori ospedali italiani. Il privato fa prima di Agenas e lancia il suo portale”, Il Quotidiano della Sanità, 30.10.2013 3. Scott IA, Ward M. Public reporting of hospital outcomes based on administrative data: risks and opportunities. Med J Aust 2006; 184 (11): 571-5. 4. Iezzoni LI. The risks of risk adjustment. JAMA 1997; 278: 1600-1607. 5. Thomas JW, Hofer TP. Accuracy of risk-adjusted mortality rates as a measure of hospital quality of care. Med Care 1999; 37: 83-92. 6. Scott I, Youlden D, Coory M. Are diagnosis specific outcome indicators based on administrative data useful in assessing quality of hospital care? Qual Saf Health Care 2004; 13: 32-39. 7. Park RE, Brook RH, Kosecoff J, et al. Explaining variations in hospital death rates. Randomness, severity of illness, quality of care. JAMA 1990; 264: 484-90. 8. Mannion R, Davies HTO. Report cards in health care: learning from the past; prospects for the future. J Eval Clin Pract 2002; 8: 215-28. 9. Di Tanna GL, Cisbani L, Grilli R. Segnalare ai cittadini la qualità degli ospedali: il rischio della cattiva informazione. Epidemiologia e Prevenzione 2006; 30(3): 199-204. 10. Baglio G, Sera F, Cardo S, et al. The validity of hospital administrative data for outcome measurement after hip replacement. Italian Journal of Public Health 2009; 6( 2): 114-27. 11. Materia E, Baglio G. Complessità aziendale e postmodernità. In: Vanara F. Il Governo dell’azienda sanitaria. Bologna: Società Editrice Il Mulino 2008: 169-92. 12. Stukenborg GJ, Wagner DP, Frank E, et al. Which hospitals have significantly better or worse than expected mortality rates for acute myocardial infarction patients? Improved risk adjustment with present-at-admission diagnoses. Circulation 2007; 116: 2960-8. 13. McCarthy EP, Iezzoni LI, Davis RB et al. Does clinical evidence support ICD-9-CM diagnosis coding of complications? Medical Care 2000; 38(8): 868-76. 14. Progetto RAD-Esito. Determinazione Regione Lazio n.D4118 del 9/11/2007: “Modifica del contenuto informativo della rilevazione dei dati sulle dimissioni ospedaliere per pazienti acuti”. 15. Shahian DM, Wolf RE, Iezzoni LI, et al. Variability in the measurement of hospital-wide mortality rates. N Engl J Med 2010; 363: 2530-9. 16. Ministro della Salute. Nota Prot.728/RB/12 del 13 febbraio 2012 agli Assessori alla Salute delle Regioni e delle Province Autonome [PDF: 348 Kb]

FONTE WEB:

: http://www.saluteinternazionale.info/2013/11/trip-advisor-in-sanita-sara-vera-gloria/?fb_action_ids=1480009728891728&fb_action_types=og.likes&fb_ref=.UoZqA1i4JKw.like&fb_source=other_multiline&action_object_map=%7B%221480009728891728%22%3A596862943713575%7D&action_type_map=%7B%221480009728891728%22%3A%22og.likes%22%7D&action_ref_map=%7B%221480009728891728%22%3A%22.UoZqA1i4JKw.like%22%7D

 


 
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Del: 11/09/2013 - Di: Zimlichman E, Henderson D, Tamir O, Franz C, Song P, Yamin CK, Keohane C, Denham CR, Bates DW. - Titolo: Usa, infezioni ospedaliere più diffuse costano 10 miliardi di dollari l'anno (Aggiornamento da JAMA sui costi delle infezioni correlate all'assistenza negli USA)

Usa, infezioni ospedaliere più diffuse costano 10 miliardi di dollari l'anno
(Aggiornamento da JAMA sui costi delle infezioni correlate all'assistenza negli USA)

Usa, infezioni ospedaliere più diffuse costano 10 miliardi di dollari l'anno

Da sole, le cinque principali infezioni correlate all'assistenza sanitaria in ospedale (Hai, nella sigla inglese per  Hospital-acquired infections) comportano negli Stati Uniti un costo annuo che sfiora i 10 miliardi di dollari, e le più costose risultano essere quelle del sito chirurgico: la stima proviene da uno studio pubblicato sulla rivista Jama internal medicine da un gruppo diretto da Eyal Zimlichman, internista al Center for patient safety research and practice della Harvard medical school. «Non solo le infezioni ospedaliere sono tra le fonti più comuni di danno evitabile, ma rappresentano anche una grave minaccia per la sicurezza del paziente, nonché un importante problema di salute pubblica» premette Zimlichman, che ha voluto fornire anche una migliore valutazione del loro impatto in termini finanziari, per aiutare chi offre o acquista prestazioni sanitarie a tenerne conto per valutare la convenienza degli investimenti sulla prevenzione. I ricercatori hanno raccolto gli studi pubblicati sull'argomento tra il 1986 e il 2013, usando la Rete nazionale per la sicurezza sanitaria dei Centers for disease control and prevention (Cdc). Le infezioni dei cateteri delle vene centrali sono risultate le più onerose, con ogni caso che genera costi per circa 46.000 dollari. Seguono la polmonite associata alla ventilazione con oltre 40.000 dollari, le infezioni del sito chirurgico, 20.785 dollari, le infezioni da Clostridium d ifficile, 11.285 dollari, e quelle da catetere       urinario, 896 dollari. «A conti fatti la spesa annuale globale per le cinque Hai ammonta a quasi 10 miliardi dollari, con le infezioni del sito chirurgico che più contribuiscono al totale dei costi (33,7% del totale), seguite dalla polmonite associata a ventilazione (31,6%), dalle infezioni del catetere centrale (18,9%), da quelle da C. difficile (15,4%) e da catetere urinario (<1%)» riepiloga Zimlichman. «Le iniziative di miglioramento della qualità delle cure hanno ridotto l'incidenza e i costi delle Hai, ma molto rimane da fare. Fortunatamente gli ospedali si rendono ormai conto del risparmio derivato dalla prevenzione delle Hai, e sono più propensi a investire in tali strategie».

FONTE http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23999949


 


 
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