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Tecnologia e Informatica

Del: 02/06/2014 - Di: Francesca Vitaliano - Titolo: e-Health e professione infermieristica (intervista al vice-presidente della FN Ipasvi)

e-Health e professione infermieristica
(intervista al vice-presidente della FN Ipasvi)

di Francesca Vitalini

infermiere, abbiamo intervistato il presidente dell'Ipasvi di Roma, Gennaro Rocco, che ha dato una valutazione della professione oggi, in un periodo storico nel quale si sta mettendo a rischio il Servizio sanitario nazionale. Nello stesso tempo, il presidente ha dato un suo giudizio del rapporto tra sanità digitale ed infermieri. Il 12 maggio scorso si é svolta la Giornata internazionale dell'infermiere. Quali sono il presente ed il futuro della professione, considerando il periodo di spending review che stiamo attraversando ed i continui tagli lineari che stanno mettendo a rischio il Ssn, come ben evidenziato dal Rapporto Osservasalute 2012, recentemente presentato?

Quest'anno la nostra festa ha un sapore particolarmente amaro. La ricorrenza cade in un momento difficile per il Paese e per il Servizio sanitario nazionale. Gli operatori, e fra questi naturalmente gli infermieri, sono i primi a soffrirne. Siamo ormai al culmine di un lungo percorso di riduzione degli organici e delle risorse destinate ai servizi, in un clima di crescente insoddisfazione da parte dei cittadini. Insomma, è un frangente davvero molto complicato per gli infermieri che devono rapportarsi direttamente con gli utenti e rispondere in qualche modo alla richiesta di prestazioni di qualità, effettuate da personale competente, specializzato, efficiente. Il che non sempre accade o accade con ritardo, perciò in modo non soddisfacente per i cittadini. Gli infermieri sono ogni giorno sul campo, si confrontano front line con la gente e talvolta le tensioni si riversano sui professionisti, che peraltro operano in condizioni di grandi difficoltà, spesso in sottorganico, con contratti a tempo, turni ripetuti e senza riposi, disparità di trattamento tra colleghi e una precarizzazione diffusa dei rapporti di lavoro. Una condizione che fa a pugni con le grandi competenze acquisite dagli infermieri in questi anni. I ripetuti colpi di scure che smantellano progressivamente il servizio sanitario pubblico, fra ticket, liste d’attesa e disservizi, stanno alimentando uno scenario preoccupante: chi può si rivolge al privato e chi non può rinuncia alle cure e alla prevenzione, una prospettiva molto dannosa per il sistema sanitario e con un sicuro aggravio dei costi.

Pensa che lo sviluppo della Sanità Digitale nel nostro Paese, come richiesto dall'Agenda Digitale italiana ed europea, sia un viatico per l'ammodernamento, per l'efficacia e per l'efficienza del SSN Italiano?

Assolutamente sì. Siamo perfettamente in linea con questa visione e ci adoperiamo molto per promuoverla fra i colleghi. Lo sviluppo della Sanità digitale facilita processi e percorsi clinici, abbrevia i tempi e rende disponibili rapidamente una quantità enorme di dati e informazioni sul paziente. Tutto questo è vitale per l’esercizio professionale infermieristico. Penso ad esempio ai grandi vantaggi introdotti dalla cartella elettronica o dalla gestione informatica della documentazione infermieristica. E poi i nuovi apparecchi tecnologici che si stanno diffondendo sempre più nella pratica infermieristica. Se ben utilizzati, si tratta di strumenti ideali per ammodernare il SSN e le stesse pratiche di assistenza.

L-Health si sta sviluppando a macchia di leopardo in Italia. Come è coinvolta la professione infermieristica?

Per la nostra comunità professionale quella dell'e-Health non è più una frontiera ma una realtà ben frequentata. Diversi colleghi stanno anche producendo sperimentazioni e ricerche molto interessanti su questi strumenti, come la cartella infermieristica computerizzata già in uso da diversi anni, le schede per patologie specifiche o per la gestione dei pazienti cronici, dai nuovi tablet ad altre apparecchiature che consentono di avere informazioni cliniche in ogni momento. Dispositivi preziosissimi anche per l’assistenza domiciliare, offrendo la possibilità di disporre a casa del paziente dei principali esami di routine, di utilizzare piccoli ecografi per valutare la corretta gestione di un catetere venoso periferico o apparecchi che aiutano la respirazione. Con la tecnologica possiamo oggi effettuare prestazioni infermieristiche a domicilio che prima era necessario fare in ospedale. E’ un passo avanti notevole.

Pensa che gli infermieri italiani debbano temere la concorrenza di dispositivi tecnologici ed applicazioni per il telemonitoraggio del paziente a domicilio, oppure, crede che la sanità digitale possa migliorare e rendere più efficiente l'assistenza?

Non pensiamo che ci sia questo rischio, specie se si utilizzano dispositivi come il telemonitoraggio in modo equilibrato e saggio. Intendo dire che questi strumenti, sebbene preziosi, non possono e non devono essere sostitutivi del professionista ma piuttosto essere al suo servizio per un controllo costante delle condizioni cliniche del paziente. Il valore umano del professionista è però insostituibile. Non potrà mai essere un robot a sostituirlo.

Cosa stanno facendo i Collegi Ipasvi per la Health?

I Collegi sono direttamente coinvolti in tale prospettiva e molto impegnati nell'ECM, dove non sono rari i momenti di formazione improntati proprio a questo tipo di pratica. Sono parecchie infatti le iniziative specifiche promosse dai Collegi IPASVI e dalla Federazione Nazionale IPASVI nelle diverse branche clinico-specialistiche. Un'attività fervente che è affiancata da associazioni professionali di area che approfondiscono proprio queste tematiche. E poi i diversi filoni di ricerca sviluppati da alcuni Collegi per conoscere quanto sia diffuso l’uso di queste tecnologie nel nostro mondo. In effetti non è facile avere un feed back esaustivo della loro diffusione, ma sappiamo che i Collegi mettono in campo moltissime attività per promuovere questo tipo di approccio. Serve piuttosto uno stimolo dalle università dove gli infermieri si formano all’utilizzo della tecnologia.

Pensa che potrebbero essere introdotti dei corsi di laurea triennale e specialistica online per la formazione dei nuovi infermieri? In questo modo si potrebbe ovviare alle problematiche che molto spesso gli studenti incontrano: pendolarismo per la frequenza delle lezioni, lavoratori, insegnanti e professori ritardatari o che non si presentano alle lezioni a causa di chiamate urgenti dall'ospedale.

Siamo contrari a questo genere di soluzione. Sicuramente la formazione a distanza rappresenta una grande opportunità per acquisire ed aggiornare conoscenze in ambiti particolari e in settori ristretti. Ma per una professione come quella infermieristica, che ha competenze vaste che spaziano dall’area tecnica, a quelle relazionale ed educativa, una formazione esclusivamente on-line risulterebbe di fatto impraticabile. D’altronde si fa fatica a realizzare questi corsi on line anche per discipline che hanno poco a che vedere con il rapporto umano, inimmaginabile dunque farlo per una professione come la nostra, per la quale l’approccio relazionale è alla base dell’intero processo assistenziale.

Il 12 maggio è una data importante anche per la riformulazione del Ministero della Salute. Cosa cambierà per la professione?

Difficile dirlo dopo tante concenti delusioni. Per noi infermieri la ricorrenza del 12 maggio è importante perché commemora la figura di Florence Nightingale, fondatrice della moderna infermieristica, e la utilizziamo ogni anno per fare una sorta di check della professione e per lanciare nuove progettualità. Ciò che auspichiamo è un cambiamento di rotta drastico sulle politiche sanitarie, con in primo piano il diritto del cittadino ad avere di fronte un infermiere sempre più qualificato. Le celebrazioni che si tengono in tutto il mondo il 12 maggio significano per noi proprio questo: garantire standard assistenziali sempre più elevati e fare tutto il possibile per migliorare il livello culturale degli infermieri. Siamo determinati a lottare fino in fondo affinché sia rivista la politica dei soli tagli che sta falcidiando la disponibilità dei professionisti in gran parte delle strutture sanitarie. Faremo tutto quanto in nostro potere per far ripartire le assunzioni e convincere le istituzioni che investire sulla buona sanità significa anche risparmiare molto.


 
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Del: 25/11/2013 - Di: Quotidiano Infermieri - Titolo: Ultimi ritrovati tecnologici: occhiali per vedere le vene sottopelle (Da Dusserdolf)

Ultimi ritrovati tecnologici: occhiali per vedere le vene sottopelle
(Da Dusserdolf)

DUSSELDORF – Presentati al convegno medico, hanno provocato scalpore e curiosità. L'infermiere potrà vedere le vene sotto la pelle grazie alle speciali lenti alimentate a batteria, inizialmente utilizzati nei videogiochi. Il dispositivo era stato brevettato dalla Edison e verrà prodotto e distribuito dalla Evena Medical. In alcuni casi il reperimento di un accesso venoso valido richiede alcuni tentativi da parte dell'infermiere, con grande fastidio e disagio per il paziente, per non parlare del fatto che in pazienti edematosi o obesi la difficoltà aumenta in maniera esponenziale, e si è propensi a ricorrere ad accessi venosi centrali, con rischi di tipo infettivo sicuramente maggiori. Questo sistema promette invece di consentire l'individuazione immediata della vena più adatta, anche in applicazioni difficili come quelle pediatriche o neonatali. L'apparecchiatura è alimentata a batteria e offre il massimo in termini di portabilità e facilità d'uso. Gli occhiali possono anche fornire altre funzionalità se abbinati ad altri dispositivi idonei in come gli scanner 3d per una visualizzazione ottimale e connettività wi-fi per il trasferimento delle immagini su altri dispositivi FONTE WEB: http://quotidianoinfermieri.blogspot.it/2013/11/occhiali-evena.html?m=1


 
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Del: 19/08/2013 - Di: Autori vari - Istituto Sup Sanità - Titolo: Tecnologie GSM, WiFi e DECT in ambiente ospedaliero: valutazione della compatibilità elettromagnetica con dispositivi medici di supporto vitale (Rapporti ISTISAN 09/15)

Tecnologie GSM, WiFi e DECT in ambiente ospedaliero: valutazione della compatibilità elettromagnetica con dispositivi medici di supporto vitale
(Rapporti ISTISAN 09/15)

E' possibile scaricare dal seguente link http://www.iss.it/binary/publ/cont/09_15.pdf  un interessante documento dell'Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma e il Dipartimento Comunicazioni dell'Istituto delle Comunicazioni e Tecnologie dell'Informazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di uno studio condotto dai seguenti autori: Mattei E, Calcagnini G, Censi F, Triventi M, Lo Sterzo R, Marchetta E, Marchese V, Rubino M, Stella F, D.Agostino G, D.Agostino N, Bartolini P. e dal titolo: "Tecnologie GSM, WiFi e DECT in ambiente ospedaliero: valutazione della compatibilità elettromagnetica con dispositivi medici di supporto vitale",  Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2009. (Rapporti ISTISAN 09/15). Nel documento vengono prese in esame le principali apparecchiature e dispositivi utilizzati all'interno di reparti e servizi ad alta tecnologia (Terapie intensive, camere operatorie ecc..) quali pompe di infusione, monitor, ventilatori, apparecchi di anestesia, dedibrillatori. Vengono descritti set up sperimentali e protocolli. di misura. L'obiettivo finale è quello di utilizzare strategie preventive attraverso una miglior conoscenza dei rischi effettivi.  

dallo Staff di Dinamica-mente.it

 


 
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Del: 03/03/2013 - Di: 0.999503968253968 - Titolo: Valutazione delle interferenze elettromagnetiche indotte dai telefoni cellulari GSM su pompe di infusione (a cura di Dipartimento di Tecnologie e Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma e Servizio Apparecchiature Scientifiche, Policlinico A. Gemelli, Roma)

Valutazione delle interferenze elettromagnetiche indotte dai telefoni cellulari GSM su pompe di infusione
(a cura di Dipartimento di Tecnologie e Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma e Servizio Apparecchiature Scientifiche, Policlinico A. Gemelli, Roma)
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